Baglioni, non sarà un festival politico

"Non sarà un festival politico, almeno non nell'accezione che si può pensare. Il nostro sarà un festival che si basa sulle canzoni". Claudio Baglioni sgombra il campo da ogni dubbio sulla natura che avrà il suo secondo Sanremo, al via il 5 febbraio. Baglioni definisce Sanremo "un gran premio della montagna, la cosa più difficile che mi sia mai capitata nella vita". Quest'anno "duetterò con gli ospiti sulle loro canzoni o canteremo brani di un repertorio terzo. Apriremo tre serate con mie canzoni - aggiunge - accarezzando il concetto di kolossal, di teatro totale sul palco dell'Ariston, un po' come è accaduto nei miei concerti: avremo coreografie mutuate dallo show, firmate da Giuliano Peparini, e parte della squadra di ballerini che mi ha seguito nel tour". Sulle polemiche relative al conflitto d'interessi, "La clausola di trasparenza, c'è ed è stata rispettata, il contratto di Claudio Baglioni è in linea con quello firmato dai direttori artistici precedenti", dice il vicedirettore di Rai1 Claudio Fasulo.

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